Il ruolo della disciplina nel Betting Exchange

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Come abbiamo visto nelle lezioni precedenti, l'Exchange è un mondo dove se si vuole intraprendere un percorso intelligente e mirato, non bisogna lasciare nulla al caso.

Ogni movimento ha una propria logica ed è finalizzato alla concretizzazione di un determinato obiettivo stabilito in precedenza. In un panorama di questo calibro, l'utente deve formarsi in modo autonomo e l'emozione non deve interferire con le nostre decisioni, ma sappiamo bene che non sempre è facile metterle da parte.

Nell'Exchange, la disciplina assume un ruolo di primaria importanza: il self-control, la corretta gestione del proprio capitale, la capacità di non risultare fragili davanti alle scelte.

Per controllare sé stessi, non esiste un metodo infallibile. Il trader deve imparare a convivere con il fallimento e con gli errori, ricordandosi che non è il singolo movimento a fare la differenza, ma la somma totale di essi.Analogamente al calcio, un bravo trader non è quello che ti porta a casa la singola partita, ma quello che a fine stagione conquista il campionato.

Per fare ciò è necessario stabilire ed autoimporsi delle regole di mindset, strategia e gestione del capitale.

Nelle scommesse tradizionali il brivido, l'adrenalina e la delusione sono le emozioni a farne da padrona, nell'exchange non deve essere così, quantomeno per chi vuole intraprendere il percorso del trading sportivo.
L'aspetto mentale è di fondamentale importanza, se non ci imponiamo di fare quel passo in avanti, nessuno lo farà per noi.

Anche la tranquillità ha la sua rilevanza, bisogna tenere sempre in mente questo aforisma, che si converte in regola numero uno: scommetti solo quanto puoi permetterti di perdere.
L'investimento fatto in modo proporzionale alle nostre possibilità pesa su di noi in modo nettamente diverso rispetto ad uno in cui rischiamo di rimanere al verde.
Perché questo concetto è fondamentale? Oltre che ai rischi a livello economico, stress e preoccupazione non devono esistere, bisogna lavorare in assoluta tranquillità per poter rendere al meglio.

Dopo questo preambolo, parliamo dei parametri che ci possono permettere di capire in che direzione agire, sempre per quanto riguarda la disciplina.
Quando e come intervenire? Cerchiamo di spiegarlo, ma è bene sottolineare che non si tratta di regole matematiche, ma di consigli utili a crearsi un piano d'azione ben preciso e concreto.

Per scegliere i nostri movimenti bisogna sempre cercare quella quota che possa portarci più profitto possibile. Soffermiamoci su questo punto, ad esempio, se in una strategia banca X interveniamo, vorrà dire che siamo convinti che nel match in questione l'equilibrio si vada a rompere, quindi pensiamo possa esserci valore in una quota che il mercato ci sta "vendendo", in quanto con un goal quella quota subirà un cambiamento che sarà poi alla base del nostro profitto.
Lo stesso vale per un movimento di puro trading, o qualsiasi altra strategia.
Alla base c'è l'interesse verso una quota che noi reputiamo di valore.

Approfondiamo dunque il concetto di quota di valore e, soprattutto, di come calcolarla.

Quando i bookmaker presentano sulle loro lavagne le quotazioni di un determinato match, nulla è lasciato al caso. Facciamo un passo indietro: ogni quota è studiata nel minimo dettaglio per assicurare all'azienda di trarre profitto qualsiasi sia l'esito del match. Le quote presentate non sono nient'altro che la rappresentazione decimale di quello che secondo il bookmaker è la probabilità di riuscita di un esito, piuttosto che un altro.

Per intenderci bene, una quota 2 vuol dire che l'esito ha il 50% di probabilità di verificarsi , basandoci sulla formula: 100/quota esito = % probabilità.

Una quota di valore è semplicemente una scommessa in cui la probabilità di ottenere un dato risultato è maggiore di quanto mostrino le quote offerte. Questo significa che il guadagno statistico atteso è positivo. Cerchiamo di capirlo meglio con l'esempio della monetina.
Se io lancio una monetina, la possibilità che esca testa o croce è identica (50 e 50). Per il caso uscirà sicuramente più volte una rispetto all'altra, ma alla lunga io avrò una percentuale sempre sul 50%.
Possiamo avvicinare questo concetto nel mondo del calcio, ad esempio con il pari e dispari. La quota dovrebbe essere 2,00 e 2,00. Nel bookmaker tradizionale non troverete mai questa quota, bensì 1,90/1,80 per un discorso di pay out del bookmaker. Ogni book deve assicurarsi un margine di profitto sicuro, ancora prima che il match finisca. Se io gioco 100€ sul PARI a 1,80 e tu giochi 100€ sul DISPARI a 1,90 solo uno di noi due vincerà: o 180€ o 190€. Ma come ben potrai notare, in qualsiasi caso il book intasca 10€ o 20€. Questo è il margine di profitto dei siti di scommesse.

Per calcolare il valore di una quota ci basterà fare: % da noi attesa per quota proposta / 100. Il risultato ci farà capire se in quella quota noi abbiamo valore o meno. Così troveremo la nostra fair odd, ovvero la quota giusta. Se il valore calcolato sarà positivo ci troveremo di fronte ad una quota di valore che dunque va puntata, in caso contrario avremo una quota di "non valore" che va bancata.

Questa è la risposta da dare a chi si chiede quando conviene puntare e quando conviene bancare.
In parole più semplici la convenienza non sta nella matematica, ma nel valore che è strettamente legato alla nostra opinione sull'evento (giusta o sbagliata, come quella del bookmaker). Alla lunga avrà sempre la meglio il più bravo (ovviamente come in tutto la dose di fortuna è importante).

L'individuazione della quota di valore è solo un primo passo per orientarsi bene nel mercato. Scopriremo nelle prossime due lezioni tutti gli altri suggerimenti da seguire per realizzare movimenti di qualità.

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Redazione,