Tour de France, 18ma tappa: ecco le Alpi, per un finale tutto da brividi! Pinot all'attacco per il sogno francese?

TOUR DE FRANCE 2019 FAVORITI TAPPA 18. EMBRUN-VALLOIRE, IL PRIMO DEI TRE TAPPONI ALPINI CHE DECIDERANNO QUESTO GIRO DI FRANCIA! I BIG ALL'ATTACCO PER CONQUISTARE LA MAGLIA GIALLA!
Tour de France 2019 favoriti tappa 18. Trentaquattro anni. Da così tanto tempo un francese non trionfa indossando la maglia gialla sotto gli Champs Elysees. L'anno era il 1985, e in cima alla classifica generale c'era Bernard Hinault. Questo digiuno è uno smacco senza scusanti, un vero shock per i francesi, che sportivamente parlando non hanno sofferenze paragonabili a questa. Erano decisamente abituati in altro modo: basti pensare che nelle dieci precedenti edizioni, comprese cioè tra il 1975 e il 1984, avevano totalizzato ben otto successi con i vari Hinault, Fignon e Thévenet.
Sono passati trentatré Tour da allora, e in ognuno di questi i transalpini hanno patito, sperando nel successo di un connazionale e finendo poi inevitabilmente per rimanere delusi di fronte alle imprese dei vari LeMond, Indurain, Pantani, Contador, fino ad arrivare a Nibali e all'indigesto dominio britannico firmato Wiggins, Froome e Thomas.
Al trentaquattresimo Tour si respira però un'aria diversa, a Parigi come in tutta la Francia: prima le imprese del sorprendente Alaphilippe, che alla vigilia delle Alpi mantiene ancora con determinazione la maglia gialla nonostante i primi segni di cedimento; e poi la costante crescita di Pinot, che con grinta e ripetuti attacchi guadagna terreno a ogni tappa, e adesso sembra il maggior indiziato a trionfare sui Campi Elisi restituendo al suo popolo la gloria dei fasti passati. Tutta una nazione trattiene il respiro alla vigilia della resa dei conti: chi uscirà vincitore dalla battaglia sulle Alpi?
I FAVORITI
Tre salite vere tutte oltre quota 2000 metri metteranno alla prova i corridori in questa complicatissima frazione. Ascese alpine lunghe ed esigenti, sulle quali è difficile improvvisarsi se non si è nella condizione migliore. Vars, Izoard e Galibier: bastano soltanto i nomi a far tremare i muscoli. Attenzione ovviamente alle discese e al possibile maltempo che il plotone potrebbe incontrare.
La cima del Galibier (ultima asperità di giornata) è posta a poco meno di 20 km dal traguardo, quindi lunga picchiata fino allo striscione d'arrivo. Qualche specialista proverà la fuga, ma per arrivare sarà necessario sfoderare davvero una grande prestazione, considerando che molto probabilmente l'atteggiamento dei big sarà agguerrito. Ci aspettiamo infatti decisi attacchi magari già sull'Izoard, da parte della Movistar, della Ineos e della FDJ per isolare Alaphilippe e sfilargli la maglia. Da quel momento in poi tutti contro tutti, e chi avrà le gambe migliori potrebbe anche ribaltare il Tour a proprio favore.
IL PRONOSTICO
Le possibilità della fuga saranno dunque strettamente legate alla qualità della stessa: solo grandi scalatori, infatti, potrebbero aver ragione di un percorso sfiancante come quello di oggi. I due nomi d'obbligo sono quelli di Simon Yates e Romain Bardet, entrambi con l'obiettivo di una vittoria di prestigio (sarebbe la terza per il britannico), ma soprattutto dell'ambitissima maglia a pois. La quota del francese è molto più invitante ed è anche in calo, puntiamo dunque sul suo spirito di rivalsa e sulle sue ottime qualità di discesista. Occhio anche all'altro Yates, Adam, ormai fuori classifica e ben quotato (non ci stupiremmo di vedere entrambi i gemelli in fuga), così come Warren Barguil, non nuovo a imprese simili, ma al momento troppo vicino in classifica. Ci piacerebbe un exploit di Nibali, ma obiettivamente lo Squalo sembra lontano dalla forma migliore, e del resto è lui stesso il primo a saperlo.
Per quanto riguarda i big, sarà fondamentale interpretare al meglio i possibili sviluppi tattici e strategici della tappa. La Ineos non deve necessariamente attaccare, ma non può nemmeno rimanere troppo passiva, poiché è l'unica ad avere due punte tra i primi posti della generale. Ci aspettiamo dunque un attacco di Egan Bernal, per mettere pressione agli avversari e permettere a Thomas di sfruttare il lavoro degli avversari. Visto l'indubbio valore del colombiano non ci stupiremmo se arrivasse fino alla fine, e la quota decisamente alta fa il resto per convincerci.
Altra formazione che ci ha abituato a fare il diavolo a quattro in situazioni come questa è la Movistar: Quintana, Amador, Soler e Valverde (che squadrone!) potrebbero muoversi sapientemente coordinati dal team manager Eusebio Unzué per lanciare l'attacco di Mikel Landa, per il quale gli obiettivi sono un podio non ancora impossibile e un successo di tappa al Tour, che ancora gli manca.
Altro nome caldissimo è ovviamente quello di Thibaut Pinot, che fino a oggi ha dimostrato di avere le migliori gambe. Ci incuriosisce però assistere a cosa succederà nel caso in cui Alaphilippe dovesse alzare bandiera bianca: come si rimescolerebbero le carte una volta venuto meno colui che sta catalizzando tutte le rivalità contro di sé? Il transalpino continuerà ad attaccare o proverà a giocare d'astuzia? Probabilmente, avremo la risposta nella tappa di domani, ed è proprio domani che attendiamo in particolar modo una grande prova del paladino francese per riportare il Tour a Parigi trentaquattro anni dopo Hinault.