Inter: da Zhang a Oaktree, cosa cambierà?

Alla vigilia dell'ennesima giornata di festa per il 20° scudetto nerazzurro il presidente dell'Inter Steven Zhang ha rilasciato un comunicato in cui di fatto preannuncia il fallimento dei tentativi di rifinanziamento del prestito ricevuto dal fondo Oaktree.

Si apre così lo scenario che dovrebbe portare ad una nuova proprietà dell'Inter, che da più fonti si dice che Oaktree avrebbe già individuato. Ma cosa significherebbe tutto ciò per la squadra nerazzurra? Quali contraccolpi potrebbero esserci in termini societari e sportivi?

Perché l'Inter sta passando nelle mani di Oaktree

Riassumendo per sommi capi le vicende societarie nerazzurre degli ultimi anni, la proprietà cinese che fa capo al gruppo Suning (che di base si occupa di vendita al dettaglio di elettrodomestici ed elettronica) e alla famiglia Zhang ha dovuto ridimensionare notevolmente le proprie ambizioni negli ultimi anni.

Dopo un esordio roboante con investimenti ingenti, ancorché non troppo centrati (70 milioni di euro spesi nella prima sessione di mercato per Joao Mario e Gabriel Barbosa, rivelatisi enormi buchi nell'acqua), la famiglia Zhang si è trovata costretta a rivedere i propri investimenti alla luce di vari fattori: la pandemia globale che ha sconvolto il mondo nel 2020, la decisione del governo cinese di dare un taglio agli investimenti sul calcio e la più generale crisi del paese, con l'economia zavorrata dal colossale crack di Evergrande che ha avuto ripercussioni pesanti su tutto il paese, incluso il gruppo Suning.

A riprova della grande crisi, nel 2021 il gruppo Suning aveva sospeso tutte le attività sportive e sciolto il club Jiangsu, squadra di calcio portabandiera della holding in Cina che aveva conquistato il titolo nazionale solo l'anno prima. Nel caso dell'Inter, per fare fronte alle spese della squadra la famiglia Zhang aveva dovuto chiedere un prestito di 275 milioni al fondo americano Oaktree, dando in pegno le quote societarie.

Non riuscendo a restituire la somma (salita a 430 milioni a causa degli interessi), a causa anche dell'estrema rigidità di Oaktree nel ridiscutere i termini o ad accettare il pagamento da parte di un altro fondo d'investimento, Steven Zhang dovrà quindi cedere le quote della società agli americani che, con tutta probabilità, estrometteranno dal Consiglio di Amministrazione quegli elementi che fanno capo direttamente a Suning per sostituirli con altri profili di propria fiducia.

Quale futuro si prospetta per l'Inter in mano ad Oaktree

Con tutta probabilità l'Inter non rimarrà per molto tempo nelle mani del fondo Oaktree: la determinazione del fondo americano nel rifiutare qualsiasi ipotesi di accordo che potesse facilitare il rientro del prestito da parte di Suning significa che con ogni probabilità hanno già individuato un possibile acquirente, probabilmente uno dei tanti profili accostati alla società negli scorsi anni come il fondo arabo PIF.

D'altra parte, la famiglia Zhang aveva fissato il prezzo della società ad 1,3 miliardi di euro, cifra che gli avrebbe permesso di rientrare degli investimenti fatti e di estinguere il prestito con Suning. Ma ovviamente a questo punto per Oaktree è più conveniente "perdere" i 430 milioni dovuti da Zhang, acquisire il controllo dell'Inter e vendere la società per una cifra compresa tra 800 milioni e 1 miliardo: qualsiasi compratore sarebbe stato più che contento di aspettare fino a questo momento per pagare circa due terzi della cifra inizialmente richiesta per la società. Soprattutto dal momento che nel frattempo il valore del marchio Inter è ulteriormente salito.

Se nel 2021 aveva dovuto salutare Antonio Conte, che reputava ormai la dimensione dell'Inter inadatta alle sue ambizioni, e ceduto uno dei suoi giocatori di maggior prospettiva, Achraf Hakimi, per riuscire a sopravvivere, sotto la guida di Simone Inzaghi e grazie all'abilità di Marotta, Ausilio e Baccin sul mercato la squadra nerazzurra ha ricostruito un'immagine internazionale, conquistando una finale di Champions e l'accesso al ricchissimo Mondiale per Club, e ha costruito un gruppo di prospettiva in grado di dominare la scena in Italia.

Marotta, Inzaghi, i rinnovi di Lautaro e Barella: cosa rimarrà dell'Inter?

Tutti questi movimenti societari a livello di Consiglio d'Amministrazione non dovrebbero impattare in maniera significativa la sfera sportiva dell'Inter: negli ultimi anni l'apporto economico da parte di Suning è stato decisamente trascurabile, e solo l'oculato operato economico dei membri "italiani" del CdA, a partire da Beppe Marotta, ha permesso al club di riuscire a continuare a competere ai massimi livelli riuscendo addirittura a migliorare sensibilmente la situazione economica del club.

Fonti vicini ad Oaktree riferiscono che da parte del fondo americano c'è la volontà di confermare in blocco tutti gli elementi legati alla sfera sportiva della società. Mentre la vicenda si delineerà Marotta, Ausilio e Baccin continueranno a lavorare come prima: autofinanziandosi attraverso il mercato e con pochissime, se non nulle, interferenze da parte della proprietà.

La prospettiva di un acquirente con effettiva disponibilità finanziaria potrebbe però frenare alcune trattative, tra cui quelle relative ad alcuni rinnovi di contratto che pur non essendo effettivamente urgenti dovrebbero essere definiti al più presto per una questione d'immagine e di equilibri nello spogliatoio: parliamo dei contratti di uomini simbolo come Lautaro Martinez e Nicolò Barella

Difficilmente Oaktree immetterà immediatamente liquidità nelle casse societarie, per cui ci potrebbe essere un certo attendismo da parte di giocatori e procuratori per vedere se la nuova proprietà potrebbe essere più ricca e disposta a condizioni più favorevoli.

Riguardo al mercato, invece, bisognerà capire quale sarà il budget stanziato da Oaktree: di base si continuerà sulla falsariga di quanto fatto finora, cercando occasioni sul mercato e investimenti oculati, reinvestendo i proventi delle eventuali cessioni.