La Premier League apre al Salary Cap: come funzionerà il tetto agli ingaggi inglese

Anche il campionato più ricco e seguito al mondo fa i conti con i costi in vertiginosa crescita e si appresta ad adottare un Salary Cap che fissi un limite agli ingaggi dei calciatori.

Nel corso di un'assemblea di lega le squadre inglesi hanno infatti votato a favore dell'istituzione di un limite riguardo a quanto possono spendere le società, parametrato in base a quanto guadagna il club che incassa meno dalla vendita dei diritti televisivi.

Quali sono le squadre inglesi che vogliono il Salary Cap e perché

Ovviamente non tutte le società inglesi sono d'accordo, in particolare quelle più ricche che vedrebbero così limitato il proprio potere economico. Su 20 club infatti hanno votato a favore in 16, mentre Manchester City, Manchester United ed Aston Villa hanno votato contro.

Si è astenuto il Chelsea, che probabilmente deve ancora farsi un'opinione definita sulla questione visto che nonostante abbia speso milioni su milioni nelle ultime stagioni (per la precisione 1,2 miliardi negli ultimi 5 anni) sta vivendo campionati anonimi di metà classifica. Forse un tetto alle spese sarebbe servito prima, ai Blues...

È però interessante vedere che a favore del Salary Cap troviamo anche le big come Arsenal, Liverpool e Tottenham, oltre al Newcastle di proprietà araba.

Nonostante la Premier League sia ricchissima, l'enorme fama che ha acquisito all'estero, in particolare nelle zone asiatiche e mediorientali, oltre che negli Stati Uniti, ha fatto sì che alcune squadre siano finite in mano a proprietà dai fondi praticamente illimitati che hanno stravolto la concorrenza in termini economici.

Anche squadre di primissimo piano e ricche come l'Arsenal o il Liverpool rischiano di non reggere il passo a lungo termine di colossi come le due squadre di Manchester, che negli ultimi anni hanno dimostrato di non aver nessun limite di spesa per perseguire i propri obiettivi, sia nel caso di successo (come nel caso del City), ma anche in caso di fallimento, come dimostrano i milioni su milioni spesi continuamente dallo United nonostante le ripetute stagioni fallimentari degli ultimi anni.

Come funzionerà il Salary Cap della Premier League

La questione ora dovrà essere sottoposta all'AGM, l'Assemblea Generale Annuale, a giugno, ed in caso di approvazione definitiva potrebbe entrare in vigore già dalla stagione 2025/2026.

Si sta ancora discutendo a quanto dovrà ammontare questo tetto salariale: la proposta attuale sarebbe una cifra pari a 5 volte tanto quanto incassa dai diritti televisivi il club più "povero" della Premier League. Prendendo come riferimento l'ultima stagione, il Southampton ha incassato "solo" 103,6 milioni di sterline: in questo caso nella stagione in corso i club non avrebbero potuto spendere per stipendi, ammortamenti e commissioni per gli agenti una cifra superiore ai 518 milioni di sterline.(ovvero poco più di 600 milioni di euro).

In questo scenario il Manchester City rientrerebbe ancora nei parametri, con una spesa di poco superiore ai 500 milioni di sterline, mentre per assurdo è il Chelsea, che galleggia a metà classifica, ad essere fuori norma con una spesa stimata intorno ai 540 milioni di sterline.

Le questioni ancora da discutere

Ci sono ancora molti punti da discutere sulla questione Salary Cap, oltre alla quantificazione del parametro di riferimento (4,5 o 5 volte tanto l'incasso della più "povera").

Ci si sta chiedendo se la cifra che dovrà essere utilizzata per il calcolo debba essere la cifra incassata per la trasmissione a livello nazionale oppure se debbano essere conteggiati anche tutti gli accordi per le trasmissioni internazionali.

Inoltre bisogna decidere anche le eventuali sanzioni: al momento il sistema di Fair Play Finanziario inglese prevede una serie di penalizzazioni per i club che non rispettano i parametri finanziari (in questa stagione hanno colpito l'Everton e il Nottingham Forest), ma negli ultimi giorni le società hanno ventilato l'ipotesi di una "luxury tax" simile a quella in voga in NBA: l'idea è che le società che sforino i parametri del Salary Cap vengano sanzionate in maniera proporzionale allo sforamento, e che i soldi incassati da queste sanzioni vengano poi redistribuiti alle società di Premier League che invece abbiano rispettato le regole (anche se alcuni hanno proposto che confluiscano in un fondo destinato alle squadre delle leghe minori in difficoltà).