Mondiale per club: si farà davvero?

Sono bastate alcune parole di Carletto Ancelotti, rilasciate durante un'intervista al Giornale, per aprire una nuova discussione in merito alla reale fattibilità del Mondiale per Club, che la FIFA ha organizzato per l'estate del 2025.

Nonostante le smentitite giunte nel pomeriggio stesso dopo l'uscita dell'intervista, è stata una voce che ha richiamato molta attenzione perchè difficilmente si sgancia una "bomba" del genere senza aver quanto meno discusso nel merito con la dirigenza (vedi alla voce Florentino Perez), soprattutto puntando proprio sul nervo scoperto della faccenda, quello economico (e non è nemmeno il solo nodo da risolvere).

Che cos'è il Mondiale per Club?

Il Mondiale per Club targato FIFA andrà in scena per la prima volta negli Stati Uniti dal 15 giugno al 13 luglio 2025 e vedrà scendere in campo le migliori 32 società del pianeta (selezionate attraverso una speciale classifica di ranking).

Tra le partecipanti, ovviamente, 12 tra le migliori squadre europee (dal Real Madrid al Bayern, passando per il PSG e il Manchester City), tra cui le nostre due italiane, Inter e Juventus. Ma anche top club di caratura mondiale, come le Sudamericane Palmeiras, River Plate, Fluminense e Flamengo, tutte insieme alle migliori africane (dal aL Ahly al Wydad) e asiatiche (dal Al Hilal saudita al Uslans della Corea del sud).

Insomma un torneo di prestigio che, stando alle dichiarazioni iniziali, avrebbe messo in palio qualcosa come almeno 50 milioni di euro per ogni club coinvolto. Una boccata di ossigeno puro per tutte le società coinvolte, disposte in quel caso a sopperire anche a certe difficoltà non proprio facili da risolvere (vedi il periodo temporale che si sovrapponeva a quello della fine di diversi contratti dei giocatori).

Le dichiarazioni di Carlo Ancelotti: aperto il Vaso di Pandora

E così, non proprio dal nulla, arrivano le dichiarazioni che Carletto Ancelotti ha rilasciato durante una sua intervista, che riportano senza mezzi termini la possibilità concreta che il Real Madrid non partecipi nemmeno al Mondiale per Club, visto che le condizioni economiche sono troppo basse rispetto a quanto sposta il solo Real Madrid durante ogni sua uscita.

Motivo del contendere, quei 20 milioni che, a detta di Ancelotti, sarebbero il valore di mercato di una singola partita dei Blancos, mentre al momento è un valore che si potrebbe avvicinare all'intero bottino della competizione (decisamente meno di quanto previsto all'inizio).

Ora, detto che lo stesso Florentino Perez si è subito prodigato nello smentire quella dichiarazione, assicurando fedele presenza del Real alla manifestazione, ci sono diverse domande che restano aperte: possibile che un allenatore dall'esperienza di Ancelotti, faccia una sparata del genere senza aver valutato benissimo le reazioni e il significato?

Onestamente, è molto difficile. Specie se, a ben guardare, ci sono tutti i motivi per farlo.

I motivi del possibile boicottaggio del Mondiale per Club

I soldi fanno girare il mondo, si sa, e il calcio non è da meno. Per questo risulta chiaro come il primo motivo in assoluto per cui queste dichiarazioni hanno sollevato un gran polverone, è che abbiano un fondo di verità.

La FIFA, infatti, ha dovuto ritoccare nettamente al ribasso le stime degli introiti per il Mondiale per Club, passati dai 4 miliardi iniziali, a qualcosa più vicino a 1 miliardo di euro tra diritti televisivi e sponsor. Il che, peraltro, è al momento soltanto una stima, visto che all'atto pratico i diritti Tv non sono ancora stati ufficialmente assegnati (con colpevole ritardo proprio della FIFA che ha perso parte dell'appeal iniziale).

Non è da escludere quindi che la dichiarazione di Ancelotti sia una imbeccata fatta con il preciso scopo di alzare la posta in palio, in una trattativa mirata a ingrassare la parte economica in gioco da parte del Real. Sul piatto poi, c'è un rapporto non proprio idilliaco tra lo stesso Florentino e il presidente dell'Eca che si sta occupando proprio dei premi per i club europei coinvolti (tutti, tranne proprio il Real Madrid che farà una trattativa a parte), ovvero niente meno che Nasser Al KHalaifi, Presidente del PSG. Diciamo, per usare un eufemismo, che tra i due non corre proprio buon sangue e che Florentino ha tutto l'interesse a spostare l'attenzione della FIFA sul Real per poter proporre un più cospicuo "cachet" per l'evento.

I problemi dei giocatori: contratti in scadenza e calendario pieno

Se la parte economica ha certamente rilevanza assoluta per tutti i club coinvolti, ci sono altresì da risolvere anche problemi più pratici che già da tempo avevano alzato il livello di allarme in merito alla fattibilità della competizione.

Ben prima di Ancelotti, erano state infatti le associazioni dei giocatori e delle leghe europee a porre l'accento su un calendario fin troppo pieno di impegni, con il rischio non solo di aumentare esponenzialmente il tasso di infortuni e problematiche fisiche degli stessi, ma anche di vedersi ridurre al lumicino le possibilità di recupero estivo (il mondiale finirebbe praticamente con l'inizio del ritiro delle varie squadre).

Non solo, l'altro nodo da sciogliere è, se possibile, ancora più spinoso, visto che riguarda la stessa contrattualità dei giocatori: con il Mondiale per Club in calendario a cavallo tra giugno e luglio, si finirebbe per avere un buon numero di giocatori con il contratto in scadenza al 30 giugno, impossibilitati a giocare per la stessa squadra con cui hanno cominciato il torneo (o addirittura giocando in una squadra avversaria potenzialmente).

Per la verità, anche in questo caso, la FIFA ha fatto spesso orecchie da mercante e tutti i problemi sollevati sono al momento rimasti senza soluzione.

Quindi il Mondiale per Club non si farà?

A essere onesti, le probabilità che il Mondiale per Club possa realmente saltare, sono davvero molto basse. Troppi gli interessi in gioco (da ambo le parti) affinchè, alla fine, non si riesca comunque a trovare una quadratura del cerchio.

Anche perchè in caso di reale forfait di alcuni club, non sarebbero da escludere azioni legali in tal senso, sia a carattere economico, sia magari con penalizzazioni che la FIFA potrebbe attuare anche in ambito di Coppe Europee. E dubito fortemente che qualche club voglia o possa permettersi non solo di non ricevere i soldi in palio di questo torneo (pochi o tanti che siano), ma anche di rischiare quelli della Champions League, per fare un esempio.

Ecco perchè appurati i motivi del contendere, le dichiarazioni di Carlo Ancelotti, così come le richieste degli altri club (che ci sono state e che arriveranno) nonchè quelle della associazioni al tavolo (dei calciatori e delle società), sembrano essere tutte mirate allo stesso fine: tirare la corda il più per strappare le migliori condizioni economiche possibili.

Che saranno in ogni caso molte meno di quelle preventivate, ma comunque sufficienti a dare un senso alla trasferta oltreoceano estiva. Perchè i conti, alla fine, devono pur tornare.