Le squadre di Euro 2024: Olanda

C'erano una volta i tulipani. Adesso l'attesa è che possano sbocciare, seppur in seconda fila, diciamo insieme all'Italia.

L'Olanda non ha più una golden generation ormai da tempo, però ha individualità, forza, sostanza. E un allenatore con ottima esperienza, come il CT Koeman, che ha allenato il Barcellona per due stagioni dopo la prima esperienza in Nazionale. Insomma: si può imparare (e tanto) dai propri errori. Ma si può pure perseverare.

Koeman, che pure ha vinto l'Europeo - unico titolo olandese - nel 1988 con una fucina di giocatori semplicemente pazzesca, nella prima esperienza da CT aveva centrato la finale di Nations League, persa poi contro i campioni d'Europa del Portogallo. E' tornato in sostituzione di Van Gaal, e non ha tremato quando c'era da portare a termine la missione Europeo, conquistata con un turno d'anticipo come secondo nel girone. Eh, nel girone c'era però la Francia.

Formazione tipo

Sarà un bel test, però da outsider. Quel mese in Germania, l'Olanda, proverà a farlo fruttare al massimo. E allora Koeman si affiderà soprattutto alle certezze, a partire dal vantaggio di avere giocatori adatti al suo sistema di gioco. Sì, si ripartirà dal 3-5-2. E da Van Dijk, miglior giocatore, il più rappresentativo. Un sistema in cui Aké può esaltarsi, in cui de Vrij è tornato ad alti livelli con la maglia dell'Inter. E De Ligt? Ecco, può star fuori, almeno dall'inizio.

Dumfries è perfetto per agire sulla destra, con corsa e qualità. Sulla sinistra c'è l'usato sicuro Blind, rientrato dopo l'esperienza allo United ad alto livello. De Jong, che Koeman aveva voluto proprio al Barcellona, sta lì in mezzo e detta i tempi. Schouten può giocarsi una chance importante al suo fianco. Mentre il doppio trequartista è freschezza pura: Xavi Simons, da tempo designato come il giocatore di maggior talento olandese, cerca la consacrazione; Gakpo ha vissuto un'annata particolare al Liverpool e vuole esaltarsi. Davnati a loro, Weghorst. Centravantone vecchio stile, passato alla storia per quel "boludo" che gli ha rifilato Leo Messi in un Mondiale accesissimo.

  • 3-4-2-1: Verbruggen; De Vrij, Van Dijk, Ake; Dumfries, Schouten, De Jong, Blind; Simons, Gakpo; Weghorst.

I convocati

Oh, abbiamo dimenticato il portiere, ma l'abbiamo fatto volutamente. Chi ha seguito Roberto De Zerbi sa che l'estremo difensore del Brighton, Bart Verbruggen, ha ormai scalato ogni possibile gerarchia. Certo, come sempre, si deciderà soltanto a ritiro iniziate. Partono tutti lì, dallo stesso metro della linea di porta. Koeman ha ruotato Verbruggen e ha utilizzano Flekken (Brentford), ha avuto Oliij e il sempreverde Bijlow, del Feyenoord. C'è un po' da capire, anche per la scrematura dei 26 finali. Uno di questi 4 inevitabilmente saluterà.

Capitolo difesa. Van Dijk ha fascia e speranze, tutti si affidano al suo carisma e al suo talento. Questo reparto è indubbiamente il più forte di tutti: ci sono Nathan Aké del City, c'è Daley Blind, che ha avuto una straordinaria annata al Girona (altro che pensione dorata). C'è De Vrij e De Ligt, che i tifosi di Inter e Juventus conoscono molto bene. Poi c'è Frimpong, l'asso del Bayer Leverkusen dei miracoli, che ha sparigliato tutte le carte - pure offensive - degli Orange. Ci sarà da divertirsi.

In mezzo, due nomi: Teun Koopmeiners o Frankie De Jong. Eh, devono giocarsi un posto. Perché dall'altra parte Jerdy Schouten scala le gerarchie, e nei convocati è rientrato anche Ryan Gravenberch, che prima di andare al Liverpool era un titolarissimo. Dentro pure Wijnaldum, oggi in Arabia Saudita.

E in avanti? Brian Brobbey vuole mantenere le promesse. Memphis Depay è sempre la grande certezza, l'usato sicuro. Ci sono Malen e Gerwijn ma... Ma Xavi Simons è pronto alla consacrazione, Gakpo è probabilmente il talento più in vista oggi. E a Weghorst no, a lui non si può rinunciare.

La lista completa

  • Portieri: Justin Bijlow (Feyenoord), Mark Flekken (Brentford), Nick Olij (Sparta Rotterdam), Bart Verbruggen (Brighton).
  • Difensori: Nathan Aké (Manchester City), Daley Blind (Girona), Virgil van Dijk (Liverpool), Denzel Dumfries (Inter), Jeremie Frimpong (Bayer Leverkusen), Lutsharel Geertruida (Feyenoord), Matthijs de Ligt (Bayern Monaco), Ian Maatsen (Borussia Dortmund), Micky van de Ven (Tottenham), Stefan de Vrij (Inter).
  • Centrocampisti: Ryan Gravenberch (Liverpool), Frenkie de Jong (Barcellona), Teun Koopmeiners (Atalanta), Tijjani Reijnders (Milan), Jerdy Schouten (PSV), Quinten Timber (Feyenoord), Joey Veerman (PSV), Georginio Wijnaldum (Al-Ettifaq).
  • Attaccanti: Steven Bergwijn (Ajax), Brian Brobbey (Ajax), Memphis Depay (Atletico Madrid), Cody Gakpo (Liverpool), Donyell Malen (Borussia Dortmund), Xavi Simons (Lipsia), Wout Weghorst (Hoffenheim)

Gli esclusi

Dov'è finito Joshua Zirkzee? Koeman ha avuto altre idee, nonostante la super stagione avuta dal numero 9 del Bologna, oggi corteggiato da tutte le big del nostro campionato, Juventus e Milan su tutte. L'infortunio contro il Napoli ha condizionato il CT, che non aveva comunque grossa considerazione del rossoblù.

Hartman del Feyenoord salta la rassegna per un infortunio, mentre Sven Botman - milanisti, ricordate? -, oggi centrale del Newcastle, non è stato convocato dal CT. Anche per lui, un ko pesante. Ultimo in ordine di tempo lo sfortunato Marten de Roon, stakanovista dell'Atalanta che proprio nel rush finale della stagione ha subito un infortunio che lo costringe a saltare la kermesse continentale.

La stella

Virgil Van Dijk è chiaramente la stella di questa squadra, che presenta individualità importanti, ma pure un paio di punti interrogativi niente male. Tutto però si basa sulla forza della difesa: se l'Olanda saprà essere davvero impenetrabile, allora sarà dura per chiunque batterla. Van Dijk ha avuto una bella continuità, quest'anno. E infatti è stato un Liverpool molto diverso.

La sorpresa

Si potrebbe parlare di Koopmeiners. Si dovrebbe parlare dello stesso Reijnders. Ci sarebbero soprattutto Frimpong e Maatsen, per le stagioni che hanno avuto. E alla fine? Si torna sempre dove le promesse sono state altissime. Xavi Simons, signori: è la sua occasione. 10 gol e 15 assist al Lipsia, valutazione mai stata così alta: 80 milioni. Vuole il grande salto.