Dove giocherà Messi nel 2023? Tutte le possibili destinazioni della "pulce"

Prossima squadra messi 2023

Dopo il trionfo Mondiale, quale sarà la prossima avventura per il free agent più ambito del 2023?

Dopo aver finalmente alzato la Coppa del Mondo, Messi ha già dichiarato che quella giocata contro la Francia è stata l'ultima gara in un Mondiale, ed è facile immaginare che possa ritirarsi in toto dalla nazionale Argentina (fatta eccezione forse per qualche partita celebrativa).

Ma anche a livello di club si sta avvicinando la scadenza del suo contratto con il Paris Saint-Germain, e gli interrogativi sul futuro del 7 volte Pallone d'Oro sono molti.

Quali sono gli scenari possibili per il futuro di Messi? Le possibilità sul tavolo al momento sono varie:

  • Rinnovo con il PSG;
  • Ritorno clamoroso a Barcellona;
  • Lo sbarco in MLS, magari nella suggestiva Miami;
  • Il ritorno con il maestro Guardiola al City;
  • Un passaggio in Serie A;
  • Il romatico ritorno in Argentina al Newell's Old Boys.

Vediamo quindi i pro e i contro della varie situazioni di calciomercato che coinvolgeranno Lionel Messi nel 2023.

Rinnovo con il PSG

Certo, Messi potrebbe prolungare il contratto con il Paris Saint-Germain e tentare nuovamente l'assalto alla Champions League, se dovesse sfuggire quest'anno.

Ma francamente appare uno scenario improbabile: Al-Khelaifi ha usato la squadra francese anche come volano per il Mondiale in Qatar, riuscendo a schierare contemporaneamente tre delle maggiori stelle mondiali come Messi, Neymar e Mbappé.

Una volta passata la Coppa del Mondo forse questo sfarzo non sarà più visto come necessario e ci si concentrerà solo sul talento del futuro e di casa, ovvero Mbappé.

In quanto alla vittoria della Champions League, Messi ne ha già conquistate 4 con il Barcellona, non è che conquistarla con il PSG gli cambierebbe la vita.

Ritorno a Barcellona

La prospettiva di un ritorno a Barcellona avrebbe un che di romantico.

Messi è stato protagonista di una lunghissima telenovela con il club che l'ha letteralmente cresciuto: prima voleva andarsene ma non poteva liberarsi contrattualmente, poi voleva rinnovare ma i limiti imposti da La Liga impedivano al Barça di formulare un'offerta adeguata e allo stesso Messi di ridursi lo stipendio oltre la metà del precedente. Ora questi problemi non sono più presenti (o quantomeno, sono più facilmente superabili).

Il ritorno del Messi(a) per sollevare il club blaugrana dalla crisi in cui si ritrova avrebbe connotazioni mistiche, ma anche un carico emotivo tale che potrebbe trasformarsi in una pressione di cui forse farebbe anche a meno a questo punto della carriera.

La pensione nell'assolata Florida: l'Inter Miami di Beckham

Una voce che si era fatta insistente nei primi giorni del Mondiale per poi essere smentita categoricamente dall'entourage della Pulga indicava gli Stati Uniti come prossima fermata di Messi, e per la precisione la Florida, lo stato in cui per antonomasia la gente si stabilisce una volta arrivata la pensione, per godersi il clima caldo e assolato del Sunshine State.

Ma per Messi significherebbe la MLS, un campionato meno impegnativo di quelli europei ma in crescita e comunque di un certo richiamo. La franchigia scelta sarebbe l'Inter Miami, una delle squadre più "glam" del panorama statunitense a partire dal proprietario, David Beckham (che ha scelto come allenatore l'ex compagno allo United Phil Neville), e in cui raccoglierebbe il testimone dell'amico Gonzalo Higuain, che proprio in Florida ha chiuso la carriera.

La riunione con Guardiola al Manchester City

Una cosa è sicura: il miglior Messi di sempre, in mezzo a tanti Messi stratosferici, è stato quello sotto la gestione Guardiola del Barcellona.

È stato l'allenatore catalano a intuire le devastanti potenzialità della Pulce in posizione di falso nueve, libero di attirare i difensori verso la trequarti e di svariare lungo tutto il fronte offensivo liberando spazi per i compagni e di creare calcio palla al piede.

Messi sembrava nato per il gioco di Guardiola, e il gioco di Guardiola sembrava ideato attorno a Messi. La magia potrebbe ripetersi ancora? L'idea di mettersi alla prova in Premier League nel Manchester City del vecchio amico/maestro è suggestiva, ma si tratta del campionato più impegnativo del mondo e il triste epilogo del ritorno di Cristiano Ronaldo al Manchester United potrebbe suggerire a Messi di evitare possibili figuracce.

L'avventura in Italia: pura fantascienza, anche se...

Se volesse mettersi alla prova in un campionato sempre prestigioso, che gli permetta di giocare la Champions League ma con ritmi meno intensi di quelli della Premier League, la Serie A sembrerebbe la soluzione ideale.

Ma quali squadre italiane, tutte alle prese con riduzioni del monte ingaggi e alla ricerca disperata di fondi, potrebbero permettersi un giocatore del calibro di Messi? Praticamente nessuna, visto quanto è costato l'ingaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus.

Anche se, a voler essere ottimisti, una nuova proprietà dell'Inter potrebbe fare un importante investimento d'immagine iniziale proprio come l'ingaggio della Pulce.

Oppure il Milan, forte di una posizione economica rafforzatasi molto negli ultimi anni, potrebbe trovare la maniera di rendere redditizio l'acquisto di un'icona come Messi grazie al suo grande peso nel mercato internazionale.

Ma qui siamo nel campo non solo del fantacalcio, ma anche della fantafinanza...

Il ritorno in Argentina con il Newell's

L'ultima suggestione, puramente di cuore, sarebbe quella di tornare in Argentina, per la precisione nella sua Rosario e vestire la maglia con cui è cresciuto e con cui sognava di debuttare in Primera Division da bambino, quella del Newell's Old Boys. In questo caso l'ingaggio sarebbe qualcosa di puramente simbolico.

Quello che guadagnerebbe sarebbe il ricongiungimento con il paese che ha lasciato da ragazzino, costretto ad emigrare in Europa perché le squadre argentine non potevano permettersi le cure per il suo disturbo della crescita.

Con la Coppa del Mondo in mano un campionato di Primera Division diventerebbe una sorta di tour dell'Argentina in veste di eroe nazionale, visitando domenica dopo domenica tutti gli stadi del paese e accogliendo, presumibilmente, le ovazioni di tutto il suo popolo.