Mondiali 2010: ecco le grandi delusioni.
Coppa del Mondo 2010
/ Redazione / 12 Luglio 2010 / Lascia commento

L'ultima Francia di Domenech.
Vergogna Francia, Italia imbarazzante, Brasile deludente.
Il primo Mondiale africano della storia si è chiuso con il primo successo della Spagna. Ora è già tempo di bilanci. Iniziamo dalle squadre che hanno deluso per le quali non c'è altro che l'imbarazzo della scelta.
FRANCIA: i "Blues" di Raymond Domenech arrivavano a Johannesburg sulla scia della qualificazione agguantata grazie al colpo di mano di Thierry Henry nello spareggio contro l'Irlanda di Trapattoni. Fin dalla gara inaugurale contro l'Uruguay si è capito che i galletti transalpini sarebbero andati poco lontano. La conferma pochi giorni dopo con la sconfitta per mano del giovane Messico. E lì i problemi di convivenza interna sono clamorosamente esplosi. I calciatori hanno disertato l'allenamento delegando a Domenech la lettura di un comunicato in cui spiegavano, si fa per dire, le loro ragioni. Puntuale come una cartella esattoriale ecco la sconfitta finale con i padroni di casa e il mesto ritorno a casa. Scaduto il mandato del sempre contestato Domenech, toccherà a Laurent Blanc cercare di riportare la Francia ai fasti di 10 anni fa.
ITALIA: dal blu francese all'azzurro il passo è breve. Dopo aver fatto bingo a Berlino, Lippi ha riscritto la storia, peccato che stavolta lo abbia fatto in senso negativo. Per la prima volta la nostra rappresentativa non ha vinto neanche una gara. Non era mai successo. Anche a Germania 1974, l'unica edizione in cui si era usciti al primo turno, era arrivato una vittoria, quella contro Haiti. E meno male che il nostro girone era tra i più agevoli della manifestazione. Quando in tre gare si pareggia con Paraguay e Nuova Zelanda e si perde con la Slovacchia la parola è una sola: disfatta. Gli eroi di quattro anni fa, Lippi in panchina, Cannavaro in campo, sono stati stavolta l'emblema del tracollo: il c.t. ha pagato le sue scelte, mentre il capitano ha imboccato la via del tramonto e si prepara a chiudere la carriera a Dubai. E ora spazio a Cesare Prandelli che dovrebbe ringiovanire di molto la nostra Nazionale.
BRASILE : Dunga, che pure arrivava in Sudafrica sull'onda dei successi in Coppa America e Confederations, ha fallito. Voleva rendere la "Seleçao" meno spettacolare e più pratica e invece sono rimaste le classiche amnesie perdendo quel gioco scintillante, da sempre marchio di fabbrica dei sudamericani. Esiziale la scelta di affidarsi ai fragili nervi di Felipe Melo, determinante nella sconfitta subita nei quarti per mano dell'Olanda. Passi per la sfortunata autorete, ma lo scatto di nervi su Robben che ha portato lo juventino al rosso è davvero imperdonabile. Grave errore del "Cucciolo" anche l'incondizionata fiducia a Ricardo Kakà. L'ex rossonero veniva da una stagione disastrosa al Real, il minimo che Dunga potesse fare era scegliere un eventuale sostituto ben più tonico dell'impalpabile Baptista. Tra gli italiani da salvare Maicon, Juan e Lucio mentre Julio Cesar ci ha messo del suo in occasione del pareggio olandese. Anche Dunga si è fatto da parte ed ora la federazione brasiliana deve scegliere a chi affidare la propria Nazionale in vista del mondiale casalingo del 2014: ci sarà Scolari o Leonardo?
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